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July 19 La nuova MARiA GorettiNon scrivo da un bel po'.
Qualcuno mi ha dato un buon argomento per farlo.
Qualcuno che è in alto.
No, non in cielo!!
Non è ancora asceso.
La sua dichiarazione è semplice e chiara: "Mara? Una Maria Goretti". (ovviamente si parla di Mara Carfagna)
Chi l'ha detto credo non sia necessario riferirlo, ma forse la maggior parte dei giovani non sa chi sia Maria Goretti.
Ecco che mi sento in dovere di spiegarlo, per dare la possibilità a tutti di dare un proprio personale giudizio.
Maria Goretti (1890-1902) è una santa italiana. Originaria delle Marche, è una contadina, figlia terzogenita di una famiglia numerosa. Ebbe una vita semplice, tra semianalfabetismo, lavori in casa e nei campi. Per trovare un'occupazione i Goretti si trasferirono nei pressi di Frosinone con un'altra famiglia marchigiana, i Serenelli.
I capofamiglia di entrambi i nuclei familiari morirono a breve distanza l'uno dall'altro; di conseguenza le due famiglie si strinsero, aiutandosi a vicenda per sopravvivere.
E' in questo contesto che avverrà una tragedia che permetterà a Maria di essere dichiarata santa.
Alessandro Serenelli, diciottenne, faceva la corte alla giovane Maria, che rifiutava costantemente ogni suo approccio. Il 5 luglio avvenne l'ultimo tentativo di avvicinamento di Alessandro che, alla fine, tentò di violentare Maria, ma, trovando resistenza, la pugnalò più volte con un punteruolo.
Maria fu portata in ospedale, dove morì a seguito di complicazioni. Prima di morire perdonò il suo aggressore, condannato a 30 anni di carcere. Dopo la galera Alessandro chiese perdono alla famiglia Goretti e si rinchiuse come laico in un convento, dove morì nel 1970.
Pare che, oltre a miracoli che la Chiesa ha associato all'intervento di Maria Goretti, la sua canonizzazione sia anche dovuta a un presunto desiderio espresso dalla bambina il giorno della sua prima comunione: voleva morira prima di commettere peccati.
Ora, a prescindere dalla santità, se considerarla tale o no, il paragone tra l'innocenza di una bambina che ha avuto la forza di perdonare chi l'ha ferita in modo atroce, che ha tentato di violentarla e una persona che si trova in Parlamento a 33 anni per chissà quali meriti e che in passato non mi pare sia stata santa, trovo sia un'offesa enorme alla memoria di Maria e a tutti gli italiani che conoscono bene ogni piega del corpo di Mara.
June 17 Un'enorme pupazzataNoi siamo come i poveri ragni, che per vivere han bisogno d’intessersi in un cantuccio la loro tela sottile, noi siamo come le povere lumache che per vivere han bisogno di portare a dosso il loro guscio fragile, e come i poveri molluschi che vogliono tutti la loro conchiglia in fondo al mare.
Siamo ragni, lumache e molluschi di una razza più nobile — passi pure — non vorremmo una ragnatela, un guscio, una conchiglia — passi pure — ma un piccolo mondo sì, e per vivere in esso e per vivere di esso. Un ideale, un sentimento, una abitudine, una occupazione — ecco il piccolo mondo, ecco il guscio di questo lumacone, o uomo — come lo chiamano. Senza questo è impossibile la vita. Quando tu riesci a non aver più un ideale, perché osservando la vita sembra un’enorme pupazzata, senza nesso, senza spiegazione mai; quando tu non hai più un sentimento, perché sei riuscito a non stimare, a non curare più gli uomini e le cose, e ti manca perciò la abitudine, che non trovi, e l’occupazione, che sdegni — quando tu, in una parola vivrai senza la vita, penserai senza un pensiero, sentirai senza cuore — allora tu non saprai che fare: sarai un viandante senza casa, un uccello senza nido. Io sono così. La grandezza, la fama, la gloria, non stimolano più l’anima mia. Vale forse logorarsi il cervello e lo spirito, per essere rammentato e apprezzato dagli uomini? Sciocchezze! Soffrire i tormenti dell’arte, dare il sangue delle vene, il sogno delle notti, la pace della vita — per avere in ricompensa il plauso e la lode dei vermi? Sciocchezze! Io scrivo e studio per dimenticare me stesso — per distormi dalla disperazione. (Pirandello) Luigi Pirandello è uno dei mei autori preferiti. Nonostante sia passato un secolo dai suoi primi romanzi, trovo che il suo stile di scrittura, la sua poetica siano estrememente attuali.
Ho incontrato in pochi libri la capacità di far riflettere sulla condizione umana, la sua estrema attenzione alla psiche umana come in romanzi quali Uno, nessuno e centomila o Il fu Mattia Pascal.
Questa che ho riportato è la lettera alla sorella Lina, nota anche come La vita come un'enorme pupazzata.
Come esseri umani abbiamo bisogno di costruire un nostro piccolo mondo dove poter trovare un'abitat dove sia possibile l'esistenza.
Per Pirandello questo non ci rende tanto diversi dai più piccoli animali della terra.
Ci inganniamo da soli creando ideali e gettandoci nello studium, nelle passioni, per dimenticare la nostra condizione.
Non si può negare questa sua verità, quest'analisi spietata ma veritiera della nostra società.
Quello che è giusto è che non bisogna in ogni caso lasciarsi sopraffare dalla miseria umana, che bisogna trovare qualcosa da fare, qualcosa utile per se stessi.
Costruire il prorpio mondo, condizione inevitabile, è quindi necessario per dimenticare i mali del mondo, per "distrarsi" dall'enorme pupazzata, dalla commedia continua in cui tutti siamo invischiati, dal teatrino sociale, fino a quando non apriamo gli occhi sul mondo e ci rendiamo conto di tutto.
A questo punto mi sorge un dubbio: è stato profetico oppure la società è stata sempre così?
Siamo solo peggiorati?
May 28 EvoèGiro. Giro. Giro. Io, Procne, non posso fare altro che girare in tondo in questo piccolo spazio. La parola non mi appartiene più, sfuggita dalla mia bocca con la mia lingua in un getto di sangue. Giro. Giro. Giro. Attendo una mano pietosa ad alleviare la mia pazzia. Pazzia completa. Pazzia distruttrice. Da regina a schiava, da donna a essere informe, non più umano nell’aspetto e nella mente. Figlia di re, data in sposa a un mostro, un orrore sputato dall’Ade. Chiunque penserebbe che essere nata da una stirpe antica e essere andata in sposa al figlio di Ares sia un grande vanto. Sciocco chi lo pensa! Il mio destino si è sciolto in mille lacrime, in lacrime e sangue. Tereo, questo il nome dell’aguzzino, mi prese in moglie con mille onori. Mille giorni mi attesero, ma il mio talamo non fu presenziato da Imeneo, non ci fu il canto nuziale degli dei, le Grazie, Algaia, Eufrosine e Talia odiarono il mio matrimonio e Era non posò lo sguardo su di me. Le Erinni, sì, forse solo loro accettarono di presiedere il mio sposalizio per versare veleno dentro i nostri calici. Oltre la mia vita, anche quella dell’amata sorella hanno richiesto. Filomela, dolce e piccola fanciulla, gioia dei miei pensieri, unico appiglio rimasto, fosti ingannata con la menzogna della mia morte, fosti convinta così dalle lacrime di Tereo a prendere il mio posto come regina. Dalla prima volta che il suo sguardo si era posato sul tuo corpo eri rimasta impressa come un marchio, nel fuoco, col fuoco. Povero mio dolce affetto, non sapevi quale inganno si celava sulla nave che ti avrebbe portato nella tua nuova partia. Quale figlio di Ares, Tereo sterminò la scorta fornita da nostro padre da solo. La buttò giù dalla nave senza alcun tipo di pietà. In fin dei conti non l’ha avuta per me e nemmeno per un fiore come te. Ti prese, ti prese brutalmente senza preoccuparsi di ferirti. Piccola sorella, violentata da quella mano di sangue. Il turpe Tereo ti prese in moglie, contravvenendo alla legge degli dei, diventando bigamo e tu hai vissuto ancora nel terrore. Ho intessuto il tuo abito nuziale con una trama di porpora. Non ho lingua, ma avevo ancora il cuore di comunicarti il tuo destino e di svelarti il mio. Filomela, tu hai accolto il mio messaggio, come quando eravamo bambine e riuscivano a raccontare i nostri segreti nel silenzio degli sguardi. Ho intessuto il velo nuziale con un messaggio di vita. Ho intessuto i nostri destini e per noi e la nostra liberà hanno sofferto e pagato Tereo e il frutto della mia unione, perché non c’è sofferenza più grande che vedere i propri figli morti. Ito, mio figlio, è morto per mia mano ed è stato il prezzo che Tereo ha pagato per le sue empietà. Giravo, quando colto il messaggio sul velo, sei venuta da me. Mi hai trovata. Calde lacrime hanno bagnato il tuo bel viso, vedendomi così folle, così persa in trame e orditi empi. Io sono stata la mente e il braccio della mia vendetta, della mia rivalsa sull’orrore di quel maschio scellerato. Con una spada ho trafitto il fianco di Ito, nonostante la sua piccola voce mi chiamasse. “Mamma, mamma!” diceva e le sue braccia, piccole braccia bianche, cercavano di raggiungere il mio collo per abbracciarmi. Non mi vedeva da un anno, ma il mio sguardo e il mio cuore erano induriti e i suoi richiami mi erano indifferenti. Il sangue ha iniziato a sgorgare da quella ferita e sarebbe stata una morte lenta, se Filomela non gli avesse tagliato la gola. Lo sguardo di Ito si è spento con la mia immagine negli occhi. Da vere sorelle abbiamo agito insieme, io e Filomela. Insieme abbiamo fatto a pezzi Ito. Le sue membra ancora calde sono state gettate in un calderone a bollire. La sua testa era sul davanzale delle cucine e il suo sguardo seguiva ogni mio movimento. Sì, lui era il mio monito: così somigliante a suo padre, non faceva altro che accrescere il mio odio. Tereo, tu hai sopportato un dolore per la prima volta. Dopo il lauto banchetto la mia apparizione ti è sembrata indigesta, poco rispetto alla rivelazione crudele che ho fatto. Non avevo voce, ma avevo la testa di Ito: l’ho lanciata verso di te con un ghigno di vittoria e tu hai compreso quale era stata la pietanza prelibata del tuo banchetto, il banchetto al quale solo tu hai partecipato. Volevi vomitare, volevi vomitare tuo figlio. Tu eri la sua tomba. Avevi mangiato il frutto della tua carne, il tuo sangue. Volevi uccidere me e Filomela? Gli dei non hanno voluto. Zeus ha fermato questa carneficina, questa continua vendetta. Tu, Tereo, hai conservato la tua vocazione alla guerra con quella cresta e quelle piume…”Poù Poù” vai cantando….ci cerchi ancora per ucciderci. La mia amata sorella è un usignolo: cant, piange per mio figlio, lei che ne ha avuto pietà. E io? Io non ho un bel canto, io non ho lingua e nella mia pazzia giro sempre in tondo. Giro. Giro. Giro.
May 20 L'eternitàInizio col dire che qualche giorno fa ho ricevuto la bellezza di 100 visite in 24 ore.
Cosa strana, ma interessante.
Probabilmente qualcuno si è spulciato tutto il blog.
Anche la Francia si è accorta che il mondo cambia, ma l'istruzione e i metodi educativi no, persistono.
Io mi lamentavo dell'Italia, ma pare sia così ovunque.
Beh, mal comune mezzo gaudio? No, per la semplice ragione che magari il taglio delle assunzioni non credo sia la soluzione ad un rinnovo dell'istruzione, come ha proposto Sarkozy (non commento il suo sistema per eludere gli scioperi, perchè è davvero troppo!)
Magari su questo problema mi soffermo molto, ma non riesco a non pensare che la scuola sia fondamentale per la costruzione di una società.
Gli ultimi eventi di cronaca mettono l'accento sulla immaturità degli adolescenti, su ciò che avrebbero dovuto imparare, anzi, in tenera età.
Parlo, innanzitutto, della distinzione di cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, della questione che per ogni gesto ci sono delle conseguenze buone o cattive, della comprensione della gravità di quello che si fa.
Le ultime vicende di cronaca hanno messo in evidenza che un omicidio non è effettivamente compreso dai ragazzi. Diverse fonti parlano di un catastrofico rapporto con la legge: dopo aver confessato un omicidio tre adolescenti hanno chiesto se, visto che avevano confessato, potessero tornare a casa.
Nessuno gli ha insegnato nulla, a quanto pare.
Ho notato che l'inconsapevolezza è particolarmente diffusa anche per reati meno gravi. Gli adolescenti di oggi e i ragazzi sotto i 20 anni sono ancora dei bambini, peccato che infrangere la legge non è esattamente come rompere un vaso della mamma, per il quale le conseguenze possono essere molto meno gravi.
Attribuire le colpe ora non serve: non serve capire se la colpa di questa inconsapevolezza sia frutto di mancati insegnamenti da parte dei genitori, della scuola; tutto quello che occorre adesso è prendere dei provvedimenti, dare una svolta alla situazione.
Proporrei anche di alzare la maggiore età nuovamente ai 21 anni, dato che quelli che, per legge, dovrebbero avere consapevolezza delle proprie azioni sono ancora incapaci.
Ultimamente mi sono accorta che spesso si danno per scontato molte cose; vivo la scontatezza della considerazione, da parte della mia famiglia, che sono una brava bambina, che non darò problemi. Non ne ho mai dati, infatti, ma questo crea la pressione delle aspettative nei miei confronti e una poca attenzione alla mia quotidianità, alle mie sensazioni, ai miei bisogni.
L'eterno dare per scontato molte cose non è salutare per chi si trova dall'altra parte e viene oppresso e dimenticato allo stesso tempo.
Sono stata spesso dimenticata, lo sono ancora: non è cambiato molto dal passato ed è un errore che la gente continua a fare con me.
La stessa scontatezza credo la vivano molte persone e non posso non pensare che certe bravate degli adolescenti nascano da questa ricerca di attenzioni.
Tempo fa qualcuno parlava del massacro alla scuola Columbine in Colorado.
Togliendo tutte le immense cretinate dette su implicazioni di ispirazione musicale, satanista, nazista e quant'altro, si dimentica il disagio degli assassini. Non erano i bulli della scuola, ma le vittime, vittime che hanno ordito una strage, una vendetta per le loro sofferenze, a quanto pare, ignorate da tutti. Un bisogno di rivalsa contro chi li odiava sfociata nel modo più brutale; un disagio testimoniato dall'assunzione di antidepressivi e cure psichiatriche.
Stessa cosa accaduta al Virginia Polytechnic Institute nel 2007. Anche lì l'assassino era una vittima per la sua diversità.
Gli autori delle stragi hanno cercato così una considerazione alla loro persona, una considerazione post mortem, una considerazione dei loro problemi, della loro persona.
Forse questo ci deve far riflettere sul disagio che vivono gli adolescenti, sul rispetto delle persone, sulla considerazione dell'altro e della preoccupazione a non ferirlo.
Non è un appello agli adolescenti, ma un tentativo di esame di coscienza per tutti.
April 19 Amarsi un po'Cos'è l'amore?
Bella domanda.
La risposta non può essere univoca, ma credo si possa tentare di spiegarlo secondo le proprie inclinazioni, secondo la propria visone dell'esistenza.
Qualcuno invoca la chimica. Tutto è dovuto a mescolanze di sostanze chimiche che rispondono a stimoli elettromanietici.
Certamente questa è la spiegazione fisiologica, l'analisi che si può fare su chi è innamorato.
Il problema è che la mente (mente, non cervello) dell'uomo è molto più complessa, è molto più "divina", molto più impalpabile di quello che si vuole far credere.
Solitamente a invocare la spersonalizzazione dei sentimenti in generale è chi ha dei problemi con essi, chi è deluso, chi vive un conflitto con essi.
Non si può negare la valenza degli ormoni nella nostra vita, ma spero che non si riduca tutto a questo e che la gente non riduca tutto a questo!
Quell'istinto di protezione verso le persone che amiamo, quella voglia di vederle felici, quella sensazione di felicità, serenità e appagamento che ci invade quando siamo con loro sono qualcosa di estremamente splendido.
A questo punto, se si vuole ricondurre tutto alla chimica, dovremmo farlo anche con la creatività, la fantasia: quindi perchè mai emozionarsi davanti a un dipinto di Caravaggio? Perchè prendersi la briga di leggersi le tragedie di Shakespeare? Perchè mai ascoltare Mozart? Tanto vale vivere senza questi "accessori".
Ma tutto ciò ci pare impossibile.
Impossibile che non ci sia l'amore.
Quando si dice che muove il mondo (dopo i soldi chiaramente....che tristezza!) qualcosa di vero c'è, anche se pare più una teoria schopenhaureriana.....la Volontà che spinge all'atto sessuale come prosecuzione della specie. E qui si potrebbe spaziare nelle teorie più difattista di tutte, per la quale anche ogni tipo di bisogno primario debba essere negato per combattere questo dominio della Volontà, ma senza arrivare al suicidio, perchè atto di Volontà.
Dalla Volontà all'egoismo.....sì, perchè l'amore viene anche identificato con l'egoismo. Ma, scusate, che cosa c'è di egoistico nel rendere gli altri felici? Solo perchè si è felici a propria volta bisogna deplorare questo sentimento?
L'egoismo nasce, per me, quando si pensa che l'altro viva in nostra funzione, che debba rincorrerci e debba essere perennemente al nostro servizio, quando si pretende e non si dà nulla in cambio, quando manca la reciprocità. Questo vale per tutti i rapporti sociali, non solo per l'amore.
Ecco che l'amore è più di pura e mera chimica: è quella delicatezza di affidarsi all'altro e proteggere il suo cuore.
April 09 La preghiera dell'albero all'uomoNon colpirmi con la scure, con il coltello, col martello, col sasso, col bastone, coi calci...
Non applicarmi legature di fili di ferro, nè cingermi il tronco con cerchi metallici od altri oggetti di tortura.
Non conficcarmi chiodi di sostegno per i tuoi indumenti, per i fili delle luminarie o per le corde per sciorinare i panni.
Non assicurare con chiodi al mio tronco nidi artificiali per uccelli, insegne d'osterie, cartelli indicatori di vie, di proprietà, di divieto di caccia od altro, compresi qulli portanti il mio stesso nome.
Non servirti di me come pali porta-isolatori di corrente elettrica.
Non fossare la mio tronco mensole porta-aste per bandiere o aventi altra funzione.
Non considerarmi come palo da steccato su cui fissare le assi per cintare un campo da gioco o un recinto adibito a una qualisasi manifestazione.
Non adoperarmi per attaccare il filo spinato per delimitazione di proprietà.
Non attaccarti con un capo della corda metallica del palorcio o del teleforo, nè servirti di me come paraurto o blocco di arresto al posto di arrivo della legna o delle fascine.
Non legarmi attorno al tronco la catena del cane, della capra o di altro animale domestico.
Non sfregarmi incidendo sul tronco il tuo nome, la data del tuo passaggio o altro detestabile movente di vanità.
Non scortecciarmi nè incidermi per il barbaro gusto di verer sgorgare la resina o la gomma o la linfa.
Non appoggiare contro il mio tronco corpi voluminosi e pesanti.
Non ammonticchiareintorno a me pietre, ciottoli od altro materiale.
Non lesionarmi con l'asse o la ruota del tuo carro o della tua automobile.
Non servirti dei miei rami per appendere l'altalena od altro attrezzo ginnastico.
Non prendermi per bersaglio nelle tue esercitazioni di tiro a segno e durante le tue battute di caccia.
Non scalarmi inutilmentee, se costretto, evitadi farlo con le scarpe chiodate, o, peggio, con i ramponi o conficcandomi dei pioli per servirtene da scala.
Non salire sui miei rami, per la raccolta dei frutti e dei fiori, se non sei certo che essi possano resistere.
Non adoperare ferri arrugginiti e non taglienti per potarmi.
Non tagliare mai i rami da eliminare lontano dalla base di inserzione.
Non mancare di sterilizzare i tagli chirurgici eseguiti per la potatura di grossi rami o per altro motivo utile alla mia conservazione.
Non scoprirmi le radici e, se queste fossero affioranti, evita di passarvi sopra specialmente con scarpe chiodate.
Non seppellire fra le mie radici cocci o vetri: mi potrebbero feire durante la mia crescita.
Non impiantare tende sopra lo spazio occupato dalle mie radici, perchè i picchietti potrebbero ferirmi.
Non buttare sopra la mia zona di vegetazione acidi od altri liquidi nocivi.
Non accendere fuochi nelle mie vicinanze.
Non privarmi da giovane del paletto di sostegno o di riparo.
Non farmi mancare l'acqua, il concime e lo spazio necessario al mio normale sviluppo.
Non risparmiarmi cure culturali indispensabili; difendimi dai parassiti animali e vegetali e agguerriscimi contro i danno degli agenti atmosferici.
Non alterare il mio naturale aspetto e la mia conformazione per foggiarmi a mo' di ridicolo fantoccio, di animale o d'altro.
Se, infine, con il rispetto altrui, per le mie preghiere, io avrò raggiunto la maturanza al taglio, ricordati che a mia volta non voglio essere causa di danno al mio confratello vicino ancora in via di sviluppo, rovinandolo nella caduta.
Questa preghiera è stata scritta da Raffaele Cormio, agronomo, fondatore e direttore della Civica Siloteca di Milano.
Cormio, nato a Molfetta nel 1883, si interessò fin dall'infanzia agli alberi, grazie al mestiere del padre, un costruttore navale, avendo quindi la possibilità di conoscere il legname. Dopo un soggiorno ad Hoboken, in New Jersey, iniziò a raccogliere campioni legnosi di ogni genere con un qualsiasi interesse secnoco ,storico e scientifico. Fu soprintendente del Parco e Villa Reale di Monza e fondatore e direttore della Civica SIloteca di Milano.
A Molfetta c'è l'unica siloteca del Sud.
Una preghiera accorata, chissà se qualcuno avrà ora rispetto per loro.
April 04 Donne, tv e pubblicitàHo i brividi, per davvero.
Il web fa male e tanto.
Girando, leggo qualcosa di atroce, ma, tra l'altro, è la giusta conseguenza al post sulla impreparazione culturale dei giovani italiani.
Qual è la massima ambizione delle ragazzine? Fare la Velina!
Fatto vecchio, mi direte. Ok, è vero, ma oggi non si scappa più di casa per andare ad un'audizione, non tagli i ponti con la tua famiglia che ti vorrebbe dottore o avvocato per seguire una vena artistica di tutta nobiltà, come può essere la danza, il teatro o la musica. No, oggi è la mamma che ti accompagna all'audizione per sculettare in tv!
Che tristezza!
Saranno anche belle, non lo metto in dubbio: un metro di coscia è sempre un metro di coscia, ma non mi è mai piaciuta la mercificazione che si fa del corpo femminile.
Il secondo passo dopo l'apparizione televisiva è diventato il calendario, prestigioso o no, con presunzione di foto artistica o no, sempre nude sono! Non sono una moralista sbucata dal nulla e non sono per il burqa, per carità, ma il calendario, ammettiamolo, sempre a sfondo sessuale è! Perchè fare finta che sia una ricerca artistica? Una ricerca artistica la si può fare anche vestiti o quantomeno non è necessario che tutte le foto siano nudi.
A questo punto direi che il corpo femminile è mercificato anche troppo. Siamo sempre per i diritti delle donne, per la parità, lamentiamo ai paesi orientali di essere retrogradi, lamentiamo loro lo sfruttamento sessuale eppure, da occidentali, commettiamo errori molto grossolani: vendersi in questo modo è davvero abbietto.
Alcune pubblicità, che non hanno a che fare con biancheria intima o costumi da bagno, prevedono la ragazza discinta, da quella dell'orologio a quella dei cereali.
Oltre alle Veline, ogni altra ballerina è un po' troppo svestita; poi mettono il bollino rosso ai film con qualche scena di sesso.
E le immagini distorte?
Avete mai visto vostra madre lavare i pavimenti con i tacchi a spillo? Ovvio che l'uomo medio italiano guardi sua moglie e pensi che sia trascurata o comunque non gli vada più bene.
E quelle pubblicità in cui la famigliola felice ha figli di 12 anni e la mamma di 20? Parlo di quella delle Panatine...direi che più che la mamma può essere, la massimo, la sorella.
Nemmeno la pubblicità della candeggina ha più la vecchietta! March 26 Seta
Provocazione in scatola!Questi giorni mi sono ritrovata a guardare un po' quelli che sono i miei coetanei e le nuove generazioni.
Non so bene cosa ho pensato, più che altro mi sono sentita spiazzata e confusa a livelli differenti: dal dodicenne che si lamenta perchè non ha ancora la ragazza, a chi trova che il mondo sia mosso dall'egoismo (un po' ricorda Schopenhauer, ma credo diventi tutto troppo filosoficamente insoluto), a chi moraleggia sugli altri, ma poi finisce con comportarsi allo stesso modo, se non peggio, oppure non offre alcuna soluzione, basta che si comporti da grillo parlante, alla mamma del ragazzo morto durante il rave party che chiede giustizia, perchè suo figlio non era uno sbandato (omette che suo figlio si è drogato di sua spontanea volontà e magari lui stesso si è procurato le pasticche, ma si sa: i genitori non conoscono i figli fuori di casa)
Credo che tutti, in un modo o nell'altro, ci consideriamo meglio degli altri per qualcosa, che sia un atteggiamento, un modo di pensare o di agire. E' tutto molto umano e questo è un bene.
Quello che non mi piace dell'umanità è che non ammette mai l'errore, non chiede mai scusa, ma se ne frega e se è nel torto spera che nessuno se ne accorga e se per caso viene fatto notare l'errore o si ripara dietro scuse e giustificazioni o fa finta di non aver capito.
Molto umano anche questo.
Fatta questa premessa, a mo' di editoriale, torno a parlare di quello che a me è più congeniale, quello che più amo e credo, almeno un po', di capirne.
Vorrei parlare di quando l'Arte si fa provocazione.
Un personaggio che è tornato alla ribalta dopo i miei studi è Piero Manzoni. Solo 30 anni di vita, ma è vissuto nella provocazione.
Che provocazioni? Bene, vi faccio esempi di sue opere e del suo modo di porsi.
Il milanese Manzoni viene educato dai Gesuiti (e qui si capisce del perche gli venga in mente di ribellarsi a quella che è la tradizione!), ma subito diventa insofferente e grazie a Lucio Fontana, che frequenta la sua famiglia, viene proiettato nel mondo dell'arte.
Ovviamente fa tutto a modo suo.
La prime opere che espone a 24 anni sono gli Achromes: grandi superfici, di solito bianche imbevute di colla e caolino. Ci saranno anche superfici fluorescenti, ma si tratta di elaborazioni successive.
Dopo queste opere "normali" passa alla vera e propria provocazione.
Ed ecco che nascono le Linee: Manzoni disegna linee di varia lunghezza e le dispone in cilindri metallici. La più lunga di 7200 m, seppellita chissà dove, in modo che il ritrovamento sia casuale.
Interessante anche il Fiato d'artista: palloncini gonfiati da lui stesso. Poi si rivolge agli esseri umani e crea le Basi magiche, dove chiunque può salire e trasformarsi in opera d'arte; inizia a firmare le sue Sculture viventi: esseri umani che si lasciano autografare.
Le ultime due serie di opere sono ovviamnete svolte in pubblico, durante le inaugurazioni di mostre.
Una di queste è veramente particolare, una delle più note: Consumazione dell'arte dinamica del pubblico divorare l'arte.
Sull'invito: Siete invitati il 21 luglio alle 19, a visitare e collaborare direttamente alla consumazione dei lavori di Piero Manzoni.
Che vuol dire?
Piero Manzoni bollì delle uova prima dell'apertura della mostra, ci lasciò sulla sua superficie una sua impronta del dito e furono offerte a chi accettò l'invito per mangiarle.
Ciò che è più noto di tutto è la Merda d'artista: 90 scatolette di latta dal peso di 30 g l'una, numerate in progressione, vendute a peso d'oro.
C'è un aneddoto in merito, non so se vero o falso, ma si racconta che siccome Piero non voleva lavorare nell'azienda di famiglia, la fabbrica della Manzotin, abbia litigato con suo padre e questi gli abbia urlato contro: "Sei solo un artista di merda!". Da lì l'idea.
C'è un'opera incompiuta: la pubblicazione di un libro intitolato "Piero Manzoni. The Life and the Works". La sua particolarità? Essere un libro dalle pagine bianche!
Muore all'età di 30 anni nel suo studio a Milano, di infarto.
Non vi sembra anche questa una provocazione?
March 20 Massacro di monaci!Mi chiedo perchè nessuno se ne vergogni, perchè nessuno dica niente.
Dei monaci tibetani, tra gli esseri più pacifici sulla faccia della Terra, vengono massacrati e nessuno protesta.
In Italia è una notizia di secondo piano. Del resto anche la Cultura è alle ultima pagine. Poi ci si chiede perchè il mondo vada così.
Vediamo di fare il punto della situazione.
Innanzitutto immagino chel a maggior parte della gente non sa perchè il governo del Tibet sia un governo in esilio.
Il Tibet era un Paese indipendente dal 127 a.C., invaso dalla Cina nel 1950. Ovviamente fu un'invasione e un'occupazione illegale, che violava diritti e diritti di un popolo. Alla faccia dell'autodeterminazione dei popoli, avvenuta qualche anno prima dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Nel 1959 il Dalai Lama è fuggito il India settentrionale, dando vita, appunto, al governo in esilio.
Il Governo del Tibet è presieduto dal Dalai Lama, conosciuto nel mondo per aver vinto un Premio Nobel per la Pace. Quindi non stiamo parlando di nessun sovversivo.
Il Governo tibetano è uno dei più democratici del mondo: il Dalai Lama ha rinunciato a nominare di sua iniziativa organi del governo, per fare in modo che vengano eletti dal popolo.
Ed ecco che il governo tibetano è un governo che tutela la particolarità della sua cultura, che si occupa dell'amministrazione dei campi profughi; tutto quello che ha creato fuori dai confini tibetani sono scuole e monasteri buddisti, una biblioteca per conservare e preservare la cultura del suo popolo.
Ciò che mi fa innervosire di più è che la protesta in atto non è una richiesta di indipendenza, ma di protezione della cultura tibetana, evidentemente repressa dal Governo Cinese.
Il Papa, dopo il silenzio nel quale si era chiuso nonostante l'accaduto, ha deciso di parlare: niente di eclatante, una condanna della violenza generalizzata. Tutto perchè voleva tenere buono il Governo cinese in vista di trattative per i cattolici cinesi.
Ovviamente ci sono problemi per le Olimpiadi che si svolgeranno quest'estate a Pechino, motivo per cui si sta tentando di evitare il boicottaggio delle stesse.
La questione è diventata particolarmente assurda: accusare il Dalai Lama, un monaco tibetano in fin dei conti, noto per il suo pacifismo, un buddista, di aver organizzato tutto questo pandemonio mi pare troppo. Ovviamente dopo l'uccisione dei monaci che protestavano presumibilmente pacificamente è iniziato tutto: come sempre ci sono fazioni che hanno obiettivi diversi rispetto alla preservazione culturale e agiscono con metodi diversi. In alcune Province i giovani si sono organizzati anche per chiedere l'indipendenza, l'ennesima oltre a quella del Kosovo, quella della Cecenia, quella dei Baschi e mille altre.
Certo è che il Dalai Lama è aperto al dialogo e al confronto per raggiungere un compromesso.
La Cina? La Cina ha oscurato Youtube, in modo che i cinesi non sappiano esattamente cosa stia succedendo, e ha cacciato dal suo territorio tutti i giornalisti stranieri: gli ultimi ad andare via con minacce varie i tedeschi.
Insomma, un'altra assurdità in questo pazzo mondo.
Se c'è un Dio lassù che ci faccia fuori subito, basta con questa agonia. March 13 Tra i peggiori d'Europa!Non è una gran novità, ma secondo l'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) gli studenti italliani sono pessimi per quanto riguarda la cultura scientifica, la matematica e la comprensione della lettura.
Non è uno scherzo. Io ci credo davvero, anche perchè ho avuto l'opportunità di seguire la classe di mia sorella nella sua evoluzione (o involuzione?) nei 5 anni del liceo.
L'esame della Ocse è stato fatto sugli studenti quindicenni.
Oltre alle solite in-competenze scientifiche che, su 57 Paesi ci vedevano al 27° posto nel 2003 ora siamo al 36°, c'è il ritorno della matematica che agli studenti italiani proprio non piace: qui siamo al 38°, peggio di noi solo la Grecia, la Romania e la Bulgaria in Europa (ai primi posti Taiwan, Finlandia, Hong Kong, Corea e Olanda) ci siamo ridotti anche per la comprensione alla lettura al 33° posto, peggio di noi sempre le solite: le nuove arrivate nell'UE.
Credo proprio che la situazione sia terribile.
Ogni anno vengono sfornati dalle scuole migliaia di ignoranti, di gente che non conosce il significato della parola "archiviare" o "giubilo", che non sa indicare su una cartina geografica la Puglia! Questi esempi non sono inventati, ve lo assicuro: i primi due vengono dalla classe di mia sorella, dalla ragazza che i professori reputano da 100 alla maturità di quest'anno, e la lacuna geografica da un ragazzo di scuola media, di terza media.
Queste sono lacune dovute alla mancanza di studio, mancanza dei genitori nello seguire i figli durante la loro istruzione e carenze anche negli insegnanti.
Sì, proprio gli insegnanti sono quelli che, secondo me, dovrebbero essere ripresi per primi, proprio perchè, dato che la situazione è generalizzata, vuol dire che non sono sufficentemente preparati e motivati.
Fate un'analisi veloce di quello che è stato o è il vostro corpo docenti. Qual è l'età media? La mia 50 anni, per essere gentili. E i metodi di insegnamento sono nuovi? No, ma sono gli stessi dall'unione d'Italia (parlo di metodi, non di programmi). Qual è la loro maggiore preoccupzione? Il programma!
Certo, perchè non frega niente a nessuno se gli studenti non hanno capito, l'importante è finire il programma.
Quanti insegnanti vi sono sembrati interessati davvero all'insegnamento, motivati nella loro missione? Mmm, molto pochi. Quanti davvero competenti? Anche qui si contano. Ma perchè tenersi certa gente? Si, ancora i sindacalisti ad assalirmi, ma scusate se è incapace perchè dovrei pagarlo? Ve lo dico io perchè: perchè ormai è entrato nella scuola e non lo butta fuori nessuno. Ecco perchè si deve sopportare "l'insegnamento" di gente incompetente, che lascerà profonde lacune negli alunni.
Ciò che è errato è che non esiste una verifica delle competenze e tantomeno della capacità vera e propria di insegnare. Ci sono persone che non sono capaci di spiegare il funzionamento di una caffettiera! Nessuno ha ordinato loro di fare l'insegnante, nemmeno il medico.
Ci sono professori di liceo che non sanno utilizzare i giusti tempi verbali, che utilizzano l'insegnamento come alternativa alle mura domestiche: invece di stare a casa vanno a insegnare, chiaramente fregandosene se fanno 10 giorni di assenza al mese.
Io ho problemi con il latino, tutto perchè, per problemi di salute e stress del professore, eravamo sommersi di supplenti. Durante l'ultimo anno di liceo volevano cambiarci di nuovo professore (avevamo avuto la "fortuna" di averne una per 2 anni consecutivi) solo per far combaciare le cattedre dei docenti, per riempire le ore di tutti, alla faccia del diritto alla continuità d'insegnamento, il diritto a una continuità di metodo, di percorso formativo all'interno di un ciclo di studi.
Ed ecco che mi sono armata di pazienza e, da brava rappresentante di classe, mi sono recata tutti i giorni in presidenza per far valere questo diritto, ottenuto solo con le firme dei genitori, a dimostrazione che della nostra richiesta non importava niente a nessuno se non con il pericolo di un provvedimento degli adulti.
Parliamo dei genitori.
A volte sono ignoranti, ma non per colpa loro, ma a volte capita che non siano in grado di seguire i figli o di aiutarli in caso di incomprensione dei compiti a casa. Purtroppo spesso si vergognano a ricorrere al doposcuola, non rendendosi conto che rovinano l'istruzione dei figli.
Ai genitori chiedo anche di non essere complici nelle assenze programmate dei figli, di non andarli a prendere da scuola per scampare all'interrogazione di storia, di non firmare l'autorizzazione all'entrata in ritardo per scampare quella di diritto (e agli insegnanti chiedo di prendere provvedimenti per queste assenze programmate spesso di massa...situazione sempre recuperata dalla classe di mia sorella). Cercate di responsabilizzarli. Non fategli i compiti, perchè farete loro un danno.
Agli studenti: vi rendete conto che mettete a repentaglio la vostra vita? Quella degli altri? Non vi preme nemmeno la figuraccia che fate davanti al mondo?
Saluto un ragazzo, mio compagno di scuola alle elementari e in prima media, quando fu bocciato, perchè, poverino, lui si impegnava davvero tanto, ma proprio non riusciva a capire. Vittima di bullismo, mai aiutato e compreso dai professori.
Ora è pù forte, è diplomato, ha un lavoro, una fidanzata ed è cintura nera di Taekwondo. March 07 Morti sul lavoro a MolfettaCi ho pensato un po'.
Non so esattamente cosa scrivere, ma ci proverò.
Non è una cosa bella diventare famosi come città a seguito di una tragedia o comunque qualcosa di brutto come 5 morti.
Fatto sta che i 5 operai della Truck Center sono morti nello svolgere le loro funzioni.
Oggi alle 16 ci saranno i funerali alla Madonna della Pace con rappresentanze dello Stato Italiano.
Capire come e perchè siano morti è abbastanza difficile. Non parlo solo delle esalazioni che possono esserci stata all'apertura della botola della cisterna, ma anche dell'ignoranza per quanto riguarda i prodotti chimici utilizzati durante le operazioni e l'ignoranza dei metodi di sicurezza. Lo dico perchè, alla fine, è morto anche il titolare dell'azienda, proprio a dimostrare che non erano perfettamente a conoscenza di quello che utilizzavano e facevano.
Ma non darei solo la colpa a questo tipo di ignoranza.
Questo avvenimento, questo non usare le protezioni, mi ha fatto venire in mente che spesso sono i lavoratori stessi a rifiutarle o ad essere troppo sicuri delle proprie capacità per ammettere la loro utilità.
Non me ne vogliano le associazioni sindacali.
Lo dico per semplici deduzioni e raccondi di mio padre.
Lui mi racconta spesso di mio nonno, imbianchino, che ebbe un lavoro alla Fiera del Levante, la nota fiera con rappresentazioni di aziende di tutto l'Est europeo e dell'Oriente che si svolge a Bari. Mio nonno imbiancava la parte alta delle pareti appeso ad una corda, senza nessuna protezione. Ignoranza?
Avete mai visto i bidelli della vostra scuola indossare mascherine, occhiali protettivi, guanti e scarpe antinfortunistiche? Io no, eppure dovrebbero, ma non lo fa nessuno nonostante gli siano fornite e loro sono lavoratori al servizio dello Stato.
Avete mai visto muratori arrampicarsi sulle impalcature dei palazzi in costruzione usare corda di sicurezza? Nella mia breve vita no, eppure abito in un quartiere nuovo con continue costruzioni di palazzi.
Ecco che io non me la sento di condannare i datori di lavoro in toto, ma preferirei fare delle distinzioni, perchè, se è pur vero che alcuni se ne fregano della sicurezza dei loro lavoratori, altri li mettono in condizione di proteggersi, ma sono i lavoratori stessi a non cautelarsi.
Inoltre ci sono altre problematiche, come il menefreghismo delle aziende che provvedono alla sicurezza. Ad esempio il collaudo e la revisione degli estintori spesso è dubbia. Tempo fa mi hanno detto che in mezza giornata furono ritirati 30 estintori e ne pomeriggio furono riportati tutti con il timbro del controllo. Mi pare che sia un po' troppo, ma potrei anche sbagliarmi.
Ecco che non si dovrebbe sparare subito sui datori di lavoro come si è visto nelle manifestazioni sorte dopo l'incidente di Molfetta.
Speriamo in controlli più serrati, sorretti da legislazioni più adeguate.
February 12 Bagno di sangueIl sangue fa ringiovanire.
Il sangue di giovani ragazze.
Almeno questo è quello che pensava la Contessa Elizabeth Bathory.
Una delle assassine seriali più efferate, una s |